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D. 17/11/2006 n. 150- In fase esecutiva dovranno essere approfondite le misure di mitigazione e contenimento dell'inquinamento visivo e acustico, mediante adeguate opere, tra cui l'intensa piantumazione di essenze arboree autoctone; particolare attenzione dovrà essere posta al tratto tra madonna dei Piano e la galleria S. Fortunato; -Prima della realizzazione dei percorsi stradali, sia in trincea che in rilevato, dovranno essere effettuate indagini geofisiche ed archeologiche con scavi e saggi a mano, tese all'individuazione di strutture antiche e alla definizione del tracciato stradale che potrà subire variazioni in relazione agli eventuali ritrovamenti; -Tutti i lavori di scavo e sbancamento dovranno essere controllati e seguiti da personale della Soprintendenza Archeologica dell'Umbria, con l'ausilio di collaboratori esterni di fiducia di detta Soprintendenza, da considerarsi a carico dei progetto, come anche le indagini geofisiche e archeologiche sopra descritte; - Qualora si rinvenissero materiali archeologici o strutture murarie antiche, la Soprintendenza Archeologica dovrà essere immediatamente informata ed i lavori dovranno essere sospesi fino all'arrivo del personale della Soprintendenza Archeologica, provvedendo nel frattempo alla conservazione dei reperti. Altre prescrizioni -II Proponente dovrà redigere gli elaborati, anche successivi al progetto definitivo, in conformità alle specifiche del Sistema Cartografico di Riferimento; Raccomandazioni Si raccomanda di adottare, nei piani di sicurezza previsti dalla vigente normativa in materia di sicurezza e igiene sui luoghi del lavoro, una sezione specificamente rivolta alla prevenzione e alla gestione di potenziali incidenti che possano coinvolgere sia i mezzi e le attrezzature di cantiere sia gli automezzi e i veicoli esterni, con conseguente sversamento accidentale di liquidi pericolosi; a tale proposito si richiama ad esempio segnaletica di sicurezza, procedure operative di stoccaggio e movimentazione delle sostanze pericolose, procedure operative di conduzione automezzi, piano di emergenza per la gestione di episodi di inquinamento delle matrici ambientali con relativa previsione di risorse e dotazioni allocate allo scopo; quanto sopra con particolare riferimento alle aree ad alto impatto (falda a circa 10 m dal piano di campagna), ed in relazione alla presenza del bacino imbrifero del fosso Rigo e del torrente Genna. - Nei cantieri operativi base e nei cantieri operativi si dovranno evitare depositi di carburanti, lubrificanti sia nuovi che usati o altre sostanze potenzialmente inquinanti che non vengano staccati in luoghi appositamente predisposti e attrezzati con platee impermeabilizzate, sistemi di contenimento, pozzetti di raccolta, tettoie etc. -Sono da evitare nei cantieri operativi base e nei cantieri operativi le operazioni di manutenzione e lavaggio delle attrezzature e macchinari, salvo che tali operazioni vengano svolte in apposite platee impermeabilizzate attrezzate come al punto precedente; le platee impermeabilizzate a tali scopi realizzzate dovranno essere smantellate a lavori ultimati e dovrà essere ripristinato lo stato presente prima dell'inizio degli stessi; - In relazione alla vicinanza e interferenza con corsi d'acqua sono da individuare, per i cantieri operativi posti in prossimità dei torrenti Genna e Caina e dei relativi corsi d'acqua affluenti nonchè per le attività di costruzione dei vari attraversamenti dei corsi d'acqua, opportuni accorgimenti volti ad evitare significativi rilasci in alveo di solidi sedimentabili e materiali grossolani o fuoriuscite di acqua mista a cemento, additivi e sostanze per il disarmo delle casseforme durante le fasi di getto in alveo; -Qualora, nella realizzazione delle opere progettuali, sia necessario ricorrere all'utilizzo di acque, si ricorda che, ai sensi dell'art. 1 comma 1 del D.P.R. 238 del 18 febbraio 1999 e successive modificazioni, tutte le acque sono pubbliche e pertanto il loro utilizzo è sottoposto alle disposizioni dell'art. 56 del T.U. del 11/12/1933 n. 1775, che prevede la richiesta di apposita autorizzazione all'attingimento; -Si richiama l'opportunità di individuare il punto zero delle componenti ambientali sensibili, prevedendo un opportuno protocollo di monitoraggio riferito almeno ad acqua, aria, suolo e rumore che consenta di seguire l'evoluzione delle citate componenti ambientali al fine di mettere in atto tutti gli interventi di mitigazione necessari. Detto programma di monitoraggio dovrà essere concordato con l'A.R.P.A. Umbria. - Per quanto riguarda la componente Rumore e Vibrazioni, si raccomanda la predisposizione di un programma di monitoraggio dei livello del rumore ambientale per le attività di cantiere, da concordare con IA.R.P.A. Umbria; - Per quanto riguarda la componente Suolo e Sottosuolo, nel corso dell'esecuzione delle opere e degli scavi all'aperto si raccomanda di segnalare tempestivamente ail'A.R.P.A. Umbria rinvenimento di rifiuti, scorie o più in generale di materiale di riporto di incerta origine nonchè di eventuali reti tecnologiche dismesse di origine industriale (condotte, sistemi di scarico, serbatoi interrati etc). -Si ritiene che debba essere indicato dove si intende accantonare il materiale scavato che sarà utilizzato a vario titolo. -Per quanto riguarda il materiale scavato non riutilizzato, si fa osservare che occorre meglio chiarire i flussi e le finalità dei restanti 846.000 mc. (destinati alle cave di Casella, Olmo, Mantignana e Capocavallo) tenendo conto delle seguenti osservazioni per i siti individuati; -la cava in loc. Casella di Corciano (oggi dismessa) non si ritiene possa essere utilizzata per deposito temporaneo o riambientata, se non dopo l'approvazione di apposito progetto; - per quanto riguarda l'attività della cava in loc. Olmo, esercitata dalla ditta Piselli Cave s.r.l. (scadenza nel 2007), il progetto non prevede il ritombamento completo, ma solo la sistemazione dei fronti con modeste quantità di materiale necessario; si segnala che, in essa è presente un impianto di trattamento che potrebbe essere utilizzato per recuperare il materiale commerciabile, previa verifica ed identificazione del sito di collocamento degli scarti e loro stima; -per la cava in loc Mantignana, esercitata dalla Marinelli s.r.l. (scadenza nel 2007) valgono le osservazioni espresse per la cava cava in loc. Olmo, relativamente al progetto autorizzato; - per la cava in loc. Capocavallo, esercitata dalla Marinelli s.r I. (scadenza nel 2004) valgono le osservazioni espresse per la cava cava in loc. Olmo, relativamente al progetto autorizzato, sottolineando che la scadenza così prossima dell'autorizzazione potrebbe inficiare l'utilizzo del materiale per la riambientazione. - Una volta verificata la possibilità di utilizzo degli impianti di cava richiamati al punto precedente, si ritiene che lo scarto, il cui quantitativo è da valutare, potrebbe costituire una buona occasione di riambientazione, tramite il solo riporto, della cava in ioc. Casella (dopo l'approvazione dell'apposito progetto). - Nel progetto definitivo, dovrebbe essere approfondito lo studio dell'efficacia della soluzione delle gallerie artificiali previste in diverse aree pianeggianti, ed in particolare il rapporto tra la nuova quota del piano di campagna e quella dell'area circostante con cui dovrà essere realizzato un raccordo ed un adeguato riambientamento. - Si raccomanda di assicurarsi che l'appaltatore dell'infrastruttura possegga o, in mancanza acquisisca, dopo la consegna dei lavori e nel più breve tempo, la Certificazione Ambientale ISO 14001 o la Registrazione di cui al Regolamento CE 761/2001 (EMAS) per le attività di cantiere; - Si raccomanda di avvalersi per il monitoraggio ambientale del supporto di competenze specialistiche qualificate, anche attraverso la definizione di specifici protocolli elo convenzioni; ciò anche allo scopo di promuovere la costituzione di centri di ricerca e formazione, funzionali sia alla realizzazione dell'infrastruttura sia all'ampliamento delle conoscenze scientifiche, sia alla creazione di nuove professionalità nel settore: -Si raccomanda di scegliere le caratteristiche di ciascuna misura di mitigazione verificandone gli effetti su tutte le componenti ambientali; - Si raccomanda di Dare riscontro, in sede di progettazione definitiva, a quanto formulato dalla Regione Umbria all'interno dei Parere del Ministero dell'Ambiente e della Tutela dei Territorio, per quanto non in contrasto con lo stesso Parere. -Dovranno essere poste in essere misure opportune per la riduzione delle emissioni in atmosfera durante la fase di costruzione ricorrendo anche a schermature del cantieri posti nelle aree più sensibili e degli eventuali impianti di betonaggio funzionali alla costruzione stessa attraverso interventi di ingegneria naturalistica; per gli eventuali impianti di betonaggio e altri impianti fissi, si dovranno inoltre prevedere sistemi di abbattimento per le polveri in corrispondenza degli sfiati da serbatoi e miscelatori durante il carico, lo scarico e la lavorazione nonchè l'acquisizione di tutte le autorizzazioni necessarie per le emissioni di inquinanti in atmosfera ai sensi delle vigenti normative. - Ogni movimentazione e trasporto del materiale dovrà essere effettuata in maniera tale da abbattere la produzione di polveri; a tale scopo dovrà essere previsto, nei piani di cantiere, opportuno programma di umidificazione o stabilizzazione della viabilità di cantiere e dei depositi preliminari di terre, inerti o materie prime per l'attività di costruzione svolta in periodi particolarmente siccitosi e previsto l'utilizzo di mezzi di trasporto dotati di sistemi di copertura per percorsi di movimentazione di materiale che prevedono l'attraversamento di zone residenziali. -Dovranno essere poste in essere misure opportune per la riduzione delle emissioni rumorose e della produzione di vibrazioni durante la fase di costruzione, ricorrendo a macchinari e attrezzature di tecnologia moderna nonchè a schermature dei cantieri posti in prossimità di aree sensibili e degli eventuali impianti dì betonaggio funzionali alla costruzione stessa, attraverso interventi di ingegneria naturalistica. Per gli aspetti relativi alla prevenzione di fenomeni di inquinamento accidentale di suolo e sottosuolo vale quanto indicato per l'ambiente idrica; -i rifiuti prodotti durante la fase di costruzione e rimozione dei cantieri dovranno essere gestiti nel rispetto delle norme vigenti, con particolare attenzione agli oli usati e alle sostanze pericolose, e ai fanghi dei sistemi di depurazione delle acque di cantiere, individuando i rifiuti pericolosi e non pericolosi attraverso gli opportuni codici CER; si dovranno inoltre, per eventuali depositi preliminari di rifiuti presso le aree di cantiere, adottare le misure tecniche previste dalla vigente normativa di settore.. - Per la successiva ricollocazione delle terre e rocce da scavo derivanti dagli interventi di realizzazione dell'opera, dovrà essere rispettato quanto previsto dall'art. 1 della Legge 21 dicembre 2001 n. 443 così come modificata dall'art. 23 della Legge 31 ottobre 2003 n. 306; -La gestione dei rifiuti derivanti dall'attività di realizzazione dell'opera dovrà avvenire nel rispetto delle disposizioni di cui al Decreto Legislativo 5 febbraio 1997 n. 22 e successive modifiche ed integrazioni.. -Riguardo al tratto in rilevato all'uscita della galleria di San Mariano si chiede di considerare la possibilità di realizzare un attraversamento carrabile (sottovia) per i mezzi agricoli in uso ai fondi agricoli. |
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